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Domenica 14 Febbraio 2010 09:22

PER UN AMBIENTALISMO POSITIVO

 La sensibilità ambientalista mobilita un forte impegno sociale e civile in tutti gli strati sociali ed è diffusa in tutti gli schieramenti politici, ma per pochi è una priorità vera. Il tema è stato monopolizzato e abusato da una certa sinistra, alla quale  una massiccia dose di fondamentalismo ideologico ha impedito di vedere e capire i problemi e di fare proposte concrete per risolverli.

Nella coalizione di centrodestra, è il momento di fare dell’ambientalismo un punto qualificante dell’agenda politica dei partiti di stampo moderato, riformista e liberale: un ambientalismo positivo, un ambientalismo del fare, non dell’impedire di fare.

Chi si propone, come noi, di governare un territorio complesso e problematico come la regione Campania deve avere idee chiare e proposte forti per l’ambiente.

 Con Stefano Caldoro abbiamo la grande opportunità di riconquistare la guida della Campania e sarà l’occasione per dimostrare che il centrodestra è in grado di attuare politiche di sviluppo che abbiano al centro le tematiche ambientali.

Sono tante le idee per fare buone politiche ambientali perché sono tanti i problemi ambientali che ereditiamo. Ma intanto desidero porre l’attenzione su cinque proposte che giudico importanti e spero possano diventare parte del programma elettorale e di governo della coalizione di centrodestra: 

 

Primo: Rendere operativi i provvedimenti normativi che prevedono la riduzione a monte dei rifiuti e favorire il riciclo e il riuso delle materie, incentivando la raccolta differenziata. La Regione deve promuovere ogni iniziativa possibile per ridurre lo smaltimento finale in discarica, che deve rappresentare solo una parte residuale del ciclo di vita dei rifiuti. Gli impianti di recupero,  smaltimento e incenerimento, già previsti ma solo in parte realizzati, devono essere finalmente completati.  

Secondo: Lanciare un piano di incentivi e contributi per chi investe in impianti con fonti rinnovabili, favorendo la nuova edilizia abitativa, gli edifici pubblici da ristrutturare, gli interventi di riqualificazione urbana, gli edifici industriali e commerciali.

Terzo: Promuovere e premiare i comportamenti virtuosi di cittadini, enti pubblici e imprese che adottino misure per il risparmio energetico, o attuino interventi di razionalizzazione energetica in edifici e in processi industriali per ridurne l’impatto ambientale e le emissioni inquinanti.

Quarto: Realizzare strumenti di tutela del suolo e delle acque per un migliore uso delle risorse e per la prevenzione dei disastri idrogeologici a cui purtrpoppo la cronaca ci ha abituati. Bisogna potenziare la manutenzione della rete idrica, per ridurre le perdite che sono ora a livelli insostenibili, e assicurare una buona qualità dell’acqua trasportata dagli acquedotti della regione.

Quinto: Per mettere la Regione in condizione di operare al meglio, superando lentezze burocratiche e tendenze centralistiche, si deve dare piena attuazione all'art. 116 della Costituzione che prevede che possono essere attribuite alle Regioni le competenze su tutela dell'ambiente e dell'ecosistema. Una normativa più efficace deve tener conto delle peculiarità del territorio regionale e dell'apporto positivo che la Regione può dare sulle politiche ambientali ed energetiche.